Font e Interoperabilità

L’interoperabilità è un problema legato a più fattori, anche se la maggior parte degli utenti percepisce solamente quello legato alla qualità dei filtri di importazione ed esportazione da e verso i formati standard.

In moltissimi casi, invece, le problematiche sono legate soprattutto alla differenza tra font, che viene ingiustamente sottovalutata o addirittura ignorata dagli utenti.

Si tratta di un problema che può essere evitato con un po’ di buona volontà da parte degli utenti, che devono installare le stesse font su tutti i PC, indipendentemente dai software (che spesso installano delle font, che nel caso del software proprietario sono legate – in termini di licenza d’uso – al software stesso).

Io utilizzo da tempo solo font con licenza open source, sia su MacOS che su Linux, perché posso installarle tranquillamente su tutti i PC e posso distribuirle a coloro che usano software proprietari come Microsoft Office (che installa font proprietarie).

Per esempio, se un utente di Microsoft Office invia un documento che usa la font Calibri (proprietaria) a un utente di LibreOffice (che installa solo font open source) il testo risulterà diverso, perché le tabelle di conversione utilizzeranno un’altra font dello stesso tipo (detto “bastone”) con un’altra metrica.

La metrica regola la larghezza e la distanza tra i caratteri, sia in orizzontale che in verticale, per cui il documento – alla fine – potrebbe risultare completamente stravolto nell’impaginazione, e più corto o più lungo anche di qualche pagina. Nel caso delle slide di una presentazione, la maggiore o minore larghezza e altezza dei box di testo potrebbe addirittura spostare tutti gli oggetti.

Invece, se entrambi gli utenti utilizzassero la font Droid (abbastanza simile a Calibri) il documento, nella maggior parte dei casi, sarebbe identico (o quasi).

Tra l’altro, le font con licenza open source sono talmente numerose da soddisfare le esigenze estetiche di qualsiasi utente.

La libreria più ampia in assoluto è costituita dalle Google Web Fonts, che sono più di 600 e sono tutte open source. Altre due librerie, più limitate, di font open source sono Free Typography e Open Font Library.

Ci sono poi un paio librerie di font che includono sia font proprietarie che font open source, come Font Squirrel e Dafont. In questo caso, bisogna prestare attenzione alla licenza: le più diffuse license open source per le font sono AL (Apache), CC (Creative Commons), GPL, OFL (Open Font) e UFL (Ubuntu Font).

Comments
  1. Grazie per la info. ma sono tantissimi e molti, superficiali anche usarli su digital art.

  2. Marco Ciampa

    Oh e se qualcuno volesse scaricarsi tutti i font di Google in una volta, ecco come fare:

    http://forums.dpreview.com/forums/post/41440276

    bye

  3. Ciao!
    Articolo davvero molto interessante!
    Mi sono permesso di copiarlo e incollarlo sul mio sito (ovviamente con i relativi crediti) 🙂

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