ODF è standard di riferimento per il Governo del Regno Unito

Ci sono date, nella storia di un progetto, che vanno ricordate perché rappresentano un passo in avanti importante anche per il mondo esterno al progetto stesso.

Il 22 luglio 2014 è una di queste date, ed è stato un giorno bellissimo nonostante la pioggia che cadeva su OSCON, il più importante tra i numerosi eventi dedicati al software libero negli Stati Uniti, a Portland, nell’Oregon.

Infatti, il 22 luglio 2014 il Governo del Regno Unito ha diffuso un comunicato stampa in cui annuncia che ODF è stato scelto – insieme al PDF – come formato standard per tutti i documenti.

Questo è l’annuncio, ovviamente in inglese: https://www.gov.uk/government/news/open-document-formats-selected-to-meet-user-needs. Inoltre, il governo ha pubblicato anche un documento strategico che illustra le motivazioni della decisione: https://www.gov.uk/government/publications/open-standards-for-government/sharing-or-collaborating-with-government-documents.

ODF, ovvero Open Document Format, è stato ratificato nel 2006 e pubblicato il 30 novembre di quell’anno. E’ un formato standard per i documenti che deriva dal progetto OOo, e viene utilizzato da un gran numero di programmi, compreso – ovviamente – LibreOffice.

La decisione del Governo del Regno Unito ha una genesi particolare, e significativa: infatti, c’è stata una specie di consultazione popolare, durante la quale tutti gli stakeholder sono intervenuti a favore o contro questa decisione.

Ovviamente, Microsoft si è espressa contro ODF e a favore di OOXML (che nonostante le martellate non è uno standard, checché ne dicano Microsoft e i suoi sostenitori in Apache Foundation), e altrettanto ovviamente IBM non si è espressa in nessun modo per “rimanere al di sopra delle parti” (in questo modo non si è esposta, evitando di prendere dei rischi in caso la decisione fosse stata favorevole a OOXML).

In ogni caso, a parte i pochissimi contrari e i “neutrali”, c’è stato quasi un plebiscito a favore di ODF, che ha sottolineato i vantaggi del formato e la sua neutralità, legata al fatto che il formato viene supportato da moltissime applicazioni, comprese quelle proprietarie.

La scelta a favore di ODF è una vittoria per tutti i sostenitori del software libero e dei formati standard, ma è soprattutto una vittoria per gli utenti, che possono avere la garanzia di un futuro a prova di lock-in.

Speriamo che rappresenti solo il primo passo di un percorso comune di tutti i governi dell’Unione Europea.

Ovviamente, LibreItalia contiunuerà nella sua opera di promozione del formato ODF e degli altri formati standard (per cui, no RTF – che non è mai stato e mai sarà uno standard – e soprattutto no OOXML, che come standard è “moderatamente lassativo”).

Probabilmente, nell’ambito delle attività di promozione del software libero e dei formati standard e aperti, faremo anche un’attività di divulgazione per la Pubblica Amministrazione (che è totalmente digiuna di standard, anche perché sono veramente pochi coloro che hanno una “cultura degli standard”).

Comments
  1. I dati invece hanno spesso bisogno di essere rielaborati.

  2. I PDF non devono essere rielaborati, anzi. La pubblica amministrazione dovrebbe usare esclusivamente apdf.

  3. L’ideale sarebbe fare in modo che i pdf vengano salvati con i dati odf all’interno.
    Così da poter esserte poi facilmente rielaborati, se serve.

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