Lettera a Babbo Natale

Questa lettera è identica a quella che avevo pubblicato nel 2014, ma nonostante siano passati tre anni tutti i punti sono ancora estremamente attuali…

Caro Babbo Natale,

E’ passato un po’ di tempo da quando ci siamo sentiti per l’ultima volta, ma quest’anno ho un po’ di richieste da farti, e non solo per me ma anche per tutti i miei amici dell’Associazione LibreItalia.

Vorrei:

1. Che l’Italia seguisse l’esempio del Regno Unito, e scegliesse in modo deciso il formato standard per i documenti da ufficio Open Document Format, anche per rispettare il dettato dell’Articolo 52 del Codice dell’Amministrazione Digitale;

2. Che le Pubbliche Amministrazioni in Italia, a tutti i livelli, migrassero al Software Libero, sostituendo le applicazioni proprietarie con quelle open source, anche per rispettare il dettato dell’articolo 68 del Codice dell’Amministrazione Digitale;

3. Che il sistema scolastico in Italia, a partire dalla scuola elementare per finire all’università, cominciasse a sviluppare una cultura digitale libera e indipendente, tesa alla condivisione della conoscenza e soprattutto priva di condizionamenti da parte delle strategie commerciali delle aziende, perché nei giovani maturino lo spirito critico e la libertà intellettuale che sono risorse indispensabili per i cittadini di uno Stato democratico;

4. Che il sistema delle aziende cominci a porsi delle domande sugli effetti del lock-in a cui viene sottoposto dalle strategie commerciali dei software vendor del mondo proprietario, effetti perversi non solo sotto il profilo dei costi – attraverso il meccanismo dell’obsolescenza programmata dei sistemi operativi e dei programmi – ma anche sotto il profilo dell’interoperabilità, che è falsa in quanto basata su un formato non standard (se non è abbastanza chiaro, quando parlo di formati non standard, parlo di DOCX, XLSX e PPTX);

5. Che le software house italiane che forniscono la Pubblica Amministrazione la smettano di utilizzare quella scempiaggine che risponde al nome di formato RTF, e passino allo standard ODF, anche se questo richiede un riscrittura dei filtri, in quanto il futuro è negli standard e non nei formati proprietari;

6. Che le aziende, e soprattutto le grandi aziende, la smettano di dichiarare amore nei confronti del Software Libero, perché con le loro dichiarazioni non fanno altro che raggirare i più ingenui – che rimangono abbagliati dal marchio – e incazzare quelli un po’ più smaliziati;

7. Che i furbi, gli opportunisti, i soloni, gli opinion maker (autonominati), e in genere tutti coloro che pensano esclusivamente al proprio tornaconto e parlano in nome della comunità per riempirsi la bocca, vengano estromessi rapidamente dal mondo del Software Libero, perché il Software Libero non merita di essere inquinato dalla loro presenza;

8. Che il Software Libero continui a crescere, perché porta con sé – in modo del tutto naturale – valori positivi come la libertà di scelta, la trasparenza, il rispetto e la diffusione degli standard, e la condivisione della conoscenza a tutti i livelli, e in modo particolare tra i giovani.

E non dimenticarti di aggiungere una chiavetta USB con LibreOffice ai regali di tutti i bambini. Oggi, probabilmente, non riusciranno a capire il valore del regalo, ma domani ti ringrazieranno.

Buon Natale, Italo

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