Libertà digitale, LibreItalia a San Venanzo

Martedì 7 giugno a San Venanzo, in provincia di Terni Fabio Nardi e Marco Giorgetti, soci LibreItalia e GNU/LUG Perugia, hanno tenuto un seminario organizzato da LibreItalia insieme all’Istituto Comprensivo di San Venanzo e con il patrocinio del Comune di San Venanzo.

E’ stato un pomeriggio davvero interessante, che ha visto la partecipazione davvero interessata e interattiva dei genitori e degli insegnati presenti, al di la del numero in sé.

L’incontro è durato più di 2 ore e a giudicare dalle domande fatte ai relatori sarebbe potuto continuare anche di più!

Marco Giorgetti ha aperto il seminario presentando LibreItalia e le attività che svolge in tutta Italia attraverso i suoi soci e volontari e poi ha introdotto l’argomento vero e proprio parlando del software libero, delle libertà che porta con sé, in particolare per le scuole e gli enti pubblici insieme al formato documentale aperto ODF.

Subito dopo è stata presentata una breve lista di software libero per la scuola che, spaziando da applicazioni per le scuole elementari, passando dalle superiori e arrivando fino ad applicazioni per la ricerca universitaria e per i professionisti, ha fornito una panoramica che vuole dimostrare come il software libero non sia solo ampiamente disponibile, ma anche di alta qualità e in costante miglioramento, grazie alle comunità che contribuiscono alla loro crescita.

Poi è stata la volta di parlare dei social network, con una carrellata di opportunità e rischi che caratterizzano i social network, in particolare rivolti ai genitori. Uno dei concetti fondamentali è che non si può evitare ogni rischio semplicemente non essendo online perché la propria presenza online sarà sempre più parte integrante della vita di ognuno. Quindi occorre che i genitori e gli insegnati, e in generale gli adulti di oggi, facciano uno sforzo e dedichino un po’ di tempo a comprendere le dinamiche della presenza online e insegnino ai ragazzi come sfruttare le opportunità e stare al riparo dai rischi, rischi che possono essere anche davvero molto gravi se non gestiti correttamente.

Infine è stata la volta di Fabio Nardi, che ha parlato più nel dettaglio della sicurezza e della consapevolezza online, portando numeri significativi di statistiche fatte sui ragazzi e facendo vedere degli esempi molto, molto concreti di come spesso gli adulti non siano consapevoli di quali siano i contenuti che mettono a disposizione dei ragazzi senza supervisionarli. I contenuti disponibili in videogiochi, siti o altri servizi online, compresi i social network, sono di ogni tipo, e prima di darli in pasto ai ragazzi sarebbe quantomeno saggio dare uno sguardo alle molte etichette che li classificano o ancora meglio vederli insieme a loro, perché possano imparare a selezionarli.

Passaggio approfondito anche sul tema smartphone, che è onnipresente nelle nostre tasche e anche in quelle dei ragazzi, ad un età sempre più bassa. Uno smartphone raccoglie una grande quantità di informazioni su di noi e anche sui ragazzi, e a differenza di un PC le informazioni sono riconducibili alla persona fisica che lo utilizza. Queste informazioni così precise saranno inevitabilmente usate in futuro per costruire il profilo online, volenti o nolenti, quindi un po’ di attenzione non guasta anche in questo caso: forse la generazione di chi oggi ha 10-15 anni sarà la prima a cui non verrà fatto un colloquio di persona per trovare un lavoro, ma verranno usate le informazioni che saranno già disponibili online.

In questo caso la consapevolezza di un adulto è essenziale e il concetto fondamentale è di usare del tempo per conoscere i rischi e insegnarli ai ragazzi come si gestiscono, proprio come gli si insegna ad attraversare la strada o a relazionarsi con le persone.

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